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La Chiesa

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Attività post-scolastiche

Il personaggio: Madre Florenzia Profilio

 

 

Fanciullezza e gioventù a Pirrera
 
Madre Florenzia Profilio, al secolo Giovanna, nasce a Pirrera all'alba del 30 dicembre del 1873 da Giuseppe e Nunziata Marchese. Quella dei Profilio è una onesta e laboriosa famiglia contadina. Il padre coltiva la sua terra ed altre che prendeva a mezzadria ed in più – visto che la famiglia andava crescendo e le esigenze si facevano sempre più numerose – commercia vino andandolo a vendere a Napoli e Torre del Greco. Finchè Giuseppe potrà lavorare la famiglia vivrà in una parsimoniosa agiatezza il quieto ritmo delle giornate contadine. Giovanna che è la terza di sette fratelli frequenta , la scuola elementare fino alla terza .La bambina cresce serena nella tranquilla calma di Pirrera, distante dai problemi e dalle tensioni di Lipari, molto di più dei pochi chilometri che la separano. Fin da piccola mostra una tendenza al misticismo ed all'introspezione ed ha anche imparato ad ascoltare delle voci che sente dentro di se, come confida alla sorella. Questa vita cadenzata dal ritmo delle stagioni entra in crisi nel 1885 con la malattia del padre, una forte artrosi a cui si aggiungono , nel tempo, complicazioni cardiache. Quando il padre muore, dieci anni dopo, oramai tutti i risparmi si sono prosciugati e mamma Nunziata non vede altra prospettiva che emigrare in America, a New York, dove da tempo si è stabilito un suo fratello che ha fatto una discreta fortuna. Così in una mattina di marzo del 1896, mamma Nunziata con sei dei suoi sette figli (Antonino rimarrà perchè studia in Seminario per diventare prete) affronta - come altre centinaia di migliaia di italiani in particolare del Meridione – la prova dell'emigrazione.
 
L'esperienza americana
L'esperienza Americana durerà per Giovanna nove anni e saranno nove anni decisivi per la sua vita . E decisivi non solo perchè scoprirà la miseria e la sofferenza nella durezza del viaggio in nave ed in terza classe, le umiliazioni della quarantena di Ellis Island, il ritmo vorticoso e dissipatore di una metropoli in crescita quale è la New York di fine 800, la vita in fabbrica con i problemi legati all'organizzazione del lavoro così lontani dalla vita fino allora vissuta, ma soprattutto perchè lì, a New York, nel quartiere dove andrà a vivere, si chiarirà la sua vocazione e deciderà – anche contro la volontà di sua madre – di farsi suora e suora francescana come francescani sono i frati della chiesa di Saint Antony in Sullivan Street e le suore di Prince Street, a cento metri dalla chiesa, che ha preso a frequentare giornalmente.
Al di là dei progetti della madre probabilmente Giovanna, divenuta nel frattempo - il 22 luglio 1900 – Florenzia con la professione dei voti semplici, pensa che lì in quella terra nuova e dai mille problemi che impara giorno per giorno a conoscere si svilupperà la sua esistenza futura. Ma non sarà così. Il vescovo di Lipari vuole che torni in patria perchè a Lipari c'è bisogno di lei per creare un istituto di suore che si occupi dei bambini e delle ragazze abbandonate. E Florenzia ubbidisce e il 7 febbraio 1905 si imbarca per l'Italia.
 
La nascita dell'Istituto
 
A Lipari però scopre che il progetto che le è stato prospettato non è di facile realizzazione e capisce che il suo Istituto nascerà soprattutto se a volerlo sarà lei e se la sua famiglia la aiuterà non solo col sostegno morale ma anche quello economico. Il Vescovo e i preti amici la sosterranno ma il carico di impegno sarà soprattutto suo. E così sarà. L'1 novembre nasce il nuovo Istituto con il decreto del Vescovo mons. Raiti e l'approvazione delle Costituzioni e degli statuti. La cerimonia sarà solenne e ampiamente partecipata, ma non bisognerà farsi illusioni, questo è solo il primo passo di un lungo e faticoso cammino, pieno di sofferenze.
Il primo problema difficile che le si pone è quello di creare una casa di noviziato in Sicilia perché a Lipari le vocazioni sono poche e le famiglie siciliane non mandano volentieri le loro figlie in un’isola. E sarà questo il problema che angustierà Florenzia per molti anni: conservare a Lipari la casa madre e costituire ad Acireale la casa del noviziato. Per questo obiettivo si batterà anche con i superiori ecclesiastici come Mons. Ballo, Amministratore Apostolico di Lipari dal 1921 al 1928, che invece riteneva che Florenzia non fosse adatta a fare la superiora e la scelta migliore era di chiudere l'Istituto e fare confluire le suore in qualche altra Congregazione.
La avrà vinta Florenzia che saprà perseverare con pazienza ed umiltà, sempre ubbidiente ma anche tenace , richiedendo sforzi durissimi al suo organismo che infatti ben presto comincerà a risentirne. Nel giugno del 1922 quando decide di andare ad Acireale e fare ogni sforzo per aprire lì la casa nel noviziato, l'Istituto può contare poche esperienze in piccoli centri, spesso caratterizzate dalla precarietà, come Alimena, Malfa , Gangi. Più solida si dimostrerà l'esperienza di Petralìa Sottana che aprirà il 16 novembre 1921 e che con Acireale e Lipari rappresenteranno, per un certo tempo, le tre punte di forza dell'Istituto. Comunque gli anni che vanno dal 1920 al 1924 furono anni terribili perchè l'atteggiamento di ostilità di Mons. Ballo verso Florenzia ed il suo Istituto di fatto aveva bloccato le vestizioni e le professioni di fede. E pure ci furono quelle che perseverarono ed anche questa fase si poté superare. Finita l'Amministrazione Apostolica di Mons. Ballo, che nel 1926 si era estesa anche ad Acireale, l'Istituto prende vita. Si diffonde nei grandi centri della Sicilia: prima Trapani nel 1930, quindi Catania, nel 1933, quindi a Palermo nel 1930. Questo non vuol dire che si trascurano i centri minori: nel 1935 si apre la casa di Adrano, nel 1938 a Stromboli,nel 1940 a Giarratana, nel 1941 a Pettineo, nel 1942 l'Istituto passa lo Stretto e si apre una casa a Rosarno in Calabria.
 
L'apertura della sede a Roma
 
Ma il pensiero costante di Florenzia è quello di aprire una casa a Roma e di farne la Casa Generalizia. E' questo, le sembra, che sancirà la stabilità definitiva dell'Istituto che lo ancorerà al cuore della Chiesa. Così il 22 maggio 1945, appena sancita la fine della guerra, parte per Roma sapendo che si trattava di un avventura durissima con le ferrovie interrotte, molte strade impraticabile, la città che usciva da un periodo travagliato nel quale era stata dichiarata “città aperta”, con problemi giganteschi sul piano sociale a cominciare da quello delle abitazioni che erano introvabili. La “missione romana” di Florenzia ha del miracoloso. Il 22 maggio parte per Roma, accompagnata da due suore, senza sapere nemmeno dove alloggiare appena arrivate, senza una indicazione per l'acquisto di una residenza e tantomeno senza garanzie sull'autorizzazione del Vicariato ad aprire una casa a Roma, ed il 30 giugno entra nella nuova sede di Monte Mario ancora parzialmente occupata da famiglie sfollate.. Il 25 aprile del 1949 l'Istituto , che fino ad allora era stato solo di “diritto diocesano”, col cruccio di Florenzia che ciò rappresentasse un elemento di precarietà, veniva dichiarato con Decreto della S. Congregazione dei Religiosi di diritto pontificio.
 
Le missioni in Sudamerica 
 
L'apertura della sede di Roma non interrompe il processo di apertura di nuove sedi. Ma Florenzia non ha mai smesso di pensare alle missioni e l'occasione arriva nel 1953 quando un cappuccino missionario in Brasile le prospetta l'apertura di una sede a Iataì, nello stato di San Paolo. Ha ormai 80 anni la madre ed è piena di acciacchi e di malanni ma sempre attenta ai problemi dell'Istituto e delle suo suore, che segue una per una anche se ormai si avvicinano al centinaio.. Ma a Jatai i rapporti con l'Ospedale non sono buoni e così le suore decidono di spostarsi a Cravinhos sempre nello stato di San Paolo. Questa sarà l'ultima decisione che prenderà Florenzia perchè il 21 febbraio del 1956 morirà a Roma. Le suore si stabiliranno a Cravinhos il 28 maggio. In America Latina la missione delle nostre suore procederà nel 1975 in Amazzonia fino al 1983 quando l'esperienza verrà conclusa, ed infine nel 1985 in Perù.
Oggi Florenzia è in cammino per essere riconosciuta santa. Il processo di beatificazione è iniziato il 25 dicembre del 1985 e da quel momento Florenzia può essere chiamata “Serva di Dio”. Il cammino naturalmente è molto lungo e difficile. Se esso dovesse andare in porto sarebbe la prima santa che Lipari potrebbe vantare o il secondo se si dovesse contare quel Sant'Agatone che fu il primo vescovo ed accolse a Portinente le reliquie di San Bartolomeo il 13 febbraio del 264.
 
Bibliografia
 
M.Giacomantonio, Florenzia che ha svegliato l'aurora, Edizioni Paoline, 2009
G.A. Castagna, La roccia e lo spirito, Paoline, 1967.
A.Lo Cascio ofm cap., Un piccolo strumento nelle mani della Provvidenza, Palermo, 1975.

Il personaggio: Madre Florenzia Profilio - link archivio Storico Eoliano

 

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Calendario scolastico A.S. 2019-2020

 


 

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"Piantiamo un albero per piantare una speranza...

Piantando e non togliendo, costruendo e non distruggendo!"

Festa degli alberi


 

 Mercoledì 20 novembre le classi III-IV-V parteciperanno al laboratorio "salva ambiente" promosso da AMA

 


 

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A partire da questo anno scolastico 2019-2020, la scuola adotta la divisa obbligatoria per tutti gli alunni.

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I genitori sono pregati di prendere contatto con la segreteria della scuola, oppure contattare direttamente la ditta fornitrice

Ma.Rea S.r.l.
Piazza Santa Maria alle Fornaci 24/25
00165 Roma
Tel/Fax: +39 06.630406 / +39 06.6390379 r.a.
E-mail: martinettirea@tiscali.it.

http://www.martinettirea.it

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